Sogno o son desta?

Da giorni mi faccio accompagnare nei viaggi casa-nido-lavoro-nido-casa dal cd “Sogno n°1”, ultima fatica di Geoff Westley (con beneplacito e produzione diretta di Dori Ghezzi), che ha arrangiato 10 brani di Fabrizio De Andrè per orchestra sinfonica, affidando poi le partiture all’insuperabile London Symphony Orchestra e missando il risultato con la vera voce di De Andrè, presa da vecchie piste separate registrate in studio.

Per darvi un assaggio vi incollo qui il link di Youtube di uno dei pezzi secondo me più riusciti, “Ho visto Nina volare”.

Westley ha scritto degli arrangiamenti che “odorano” di tutto lo scibile della musica classica, si sente in lui l’influenza di Verdi, Bizet, Puccini, Stravinskij, TChaikovsky, Rachmaninov, e molti altri grandi del passato, mescolati con sapienza a rare contaminazioni più moderne (poche), creando un tappeto su cui si appoggia lieve il timbro importante della voce di De Andrè.

L’interpretazione della London è impeccabile e garbati sono i due interventi di altri due grandi chiamati a duettare virtualmente con Faber, Battiato e Capossela.

Dal punto di vista della scrittura degli arrangiamenti ci sono dei punti altissimi e altri un po’ meno riusciti, in cui per esempio la pomposità dell’orchestra rischia di sovrastare la voce, ma in generale la qualità di questo lavoro è indiscutibile, il primo ascolto è comunque stupefacente, anche perché in chiave sinfonica le canzoni risultano decisamente nuove (anche se probabilmente di difficile digestione per i puristi di De Andrè…)

Non entro nel merito dell’eticità del lavoro, se a Faber sarebbe piaciuto o no, se è lecito fare queste operazioni postume o no.

Credo che vada giudicato per quello che è, una rivisitazione delle sue canzoni, un punto d’ascolto diverso, una chiave di lettura nuova dei lavori di De Andrè dimostrando al tempo stesso che le sonorità “classiche” sono ancora in grado di accompagnare con gusto canzoni più moderne.

Piuttosto mi soffermerei sulla cosa che in tanta sonorità e ricchezza rischia di sfuggire: la voce di Faber.

Perché, secondo me, lui quasi certamente si sarebbe prestato a questo esperimento (in fin dei conti gli piaceva mescolare le carte, come dimostra la collaborazione con la PFM) ma difficilmente avrebbe poi interpretato le canzoni in questo modo.

Insomma, forse si sarebbe gasato all’idea di avere sotto un’orchestra intera, avrebbe seguito diversamente i controcanti dei fiati, avrebbe forse assecondato le dinamiche, forse avrebbe detto con più enfasi alcune parole piuttosto che altre.

Westley e Ghezzi hanno cucito un vestito meraviglioso, ma non hanno potuto far altro che metterlo addosso ad un manichino, un alter ego virtuale senza espressività, o meglio con intenzioni pensate e sentite per un altro vestito.

Un po’ come mettersi l’abito da sera per andare a mangiare una pizza e poi partecipare alla gara di rutti (o forse più rispettosamente verso Faber, come andare in jeans alla cena di gala in cui sei l’ospite d’onore…vabbè, uffa, oggi non è giornata di metafore!!! Ma è chiaro, no?)

Credo sia l’unico aspetto del progetto che scricchiola, e certo non c’è rimedio perché purtroppo i morti non tornano…

Ma meglio non pensare troppo al grande artista che abbiamo perso (altrimenti l’ascolto diventa insopportabile, visto che già di per sé i brani scelti non sono così allegri!), lasciandosi semplicemente trasportare dalle orchestrazioni di Westley su testi e melodie decisamente intramontabili.

Già solo questo vale l’acquisto del cd!!

La copertina, altra idea elegante e geniale al tempo stesso: Genova che si rispecchia in Londra!

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Si stava meglio quando si stava peggio?

La materia non è facile e merita di essere attentamente studiata, ciononostante già so che mi attirerò delle critiche.

Milano apre gli asili ai bambini dei clandestini, fino a ieri esclusi dalla graduatorie e per questo considerati dalla giunta Pisapia “discriminati”.

Sono d’accordo che non debbano essere i bambini a pagare lo scotto della clandestinità, ma in questo ingranaggio c’è qualcosa che scricchiola.

Se i genitori clandestini compilando il modulo di iscrizione con tutte le certificazioni del caso, dichiarano pubblicamente il loro stato che, fino a prova contraria, in Italia è ancora illegale…l’asilo, in quanto struttura pubblica, non sarebbe obbligata a segnalare tale situazione e i carabinieri non dovrebbero rimandare in patria tutta la famiglia?

Questo provvedimento non rischia di suggerire tra le righe che chi è nell’illegalità ha parità di diritti rispetto a chi è in regola?

Chi è senza permesso di soggiorno può rimanere in Italia lo stesso? Mi dev’essere sfuggito qualcosa…

A cosa servono le leggi se aggirandole o ignorandole non succede niente, o meglio non c’è differenza rispetto a chi le rispetta? E questo vale per tutte le azioni ritenute illegali nel nostro Paese, dal non avere il permesso di soggiorno, a sottrarre denaro pubblico, all’evasione delle tasse, e non credo servano altri esempi!

Tornando ai nidi, spero che la giunta Pisapia provveda di conseguenza ad aumentarne il numero, visto che sono già pochi e sovraffollati di bambini (italiani, stranieri, di Milano e non, ma regolarmente in Italia), e a cui moltissimi bambini (italiani, stranieri, di Milano e non, ma regolarmente in Italia) non possono accedere perchè troppo pieni.

Solo quando le strutture ci sono per tutti (ma proprio tutti!) allora è giusto allargare il bacino d’utenza, altrimenti per riparare ad una supposta discriminazione, si rischia di mettere in pratica una vera ingiustizia sociale.

Questa azione mi sa più di mossa politica (guarda i cattivoni della giunta precedente che lasciavano i bambini in strada! Ma noi vogliamo bene a tutti i bambini del mondo e le nostre porte sono aperte a tutti!)

Temo che la tutela dei minori qui non c’entri poi molto e i bambini, una volta di più,  vengono strumentalizzati dai grandi. Evviva.

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!!!

Perchè andare a vedere film in 3D, quando in giro ci sono cose come queste?

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E vabbè…

Ho appena consigliato a me stessa di seguire il mio blog.

E ho anche ricevuto una mail di congratulazioni! Ora poldina legge il mio blog!

Ok, per me WordPress ha ancora dei segreti…

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