E ora…come la mettiamo?

Sentenza choc in Spagna. Una donna condannata da un giudice a scegliere tra le figlie e la sua nuova partner.

Il giudice Fernando Ferrin ha deciso di affidare le ragazze al padre, preoccupato che le tendenze sessuali della madre possano in futuro influenzare quelle delle figlie.

 

Questa notizia mi da lo spunto per fare alcune considerazioni, che non so quanto saranno condivise da chi mi legge, ma tant’è, io dico la mia, voi nei commenti ditemi la vostra! (con educazione, però, eh??)


Non ho nulla contro lomosessualità, non mi sconvolge, né tantomeno mi scandalizza, come non mi sconvolge un biondo rispetto ad un bruno, un alto con un basso, un magro con un grasso; la considero una realtà presente nella nostra società e quindi la vivo come normale.

Ho sempre pensato che fosse giusto che ognuno di noi potesse seguire le proprie inclinazioni, di qualsiasi natura fossero (se e solo se non invasive o peggio lesive nei confronti degli altri); ma ho sempre pensato anche che la procreazione, la crescita e leducazione dei figli fosse naturalmente destinata alle coppie etero (proprio perché naturalmente predisposte a procreare) e che quindi la costituzione di una famiglia, intesa come nucleo di genitori + figli, dovesse essere ad esclusivo appannaggio delle coppie uomo-donna.

Credo infatti che sia importante per un bambino poter vivere e capire profondamente cosa significhi essere uomo e donna, avendo due punti di riferimento distinti, di genere diverso, cui potersi ispirare crescendo. Insomma, se possibile, credo che avere una madre ed un padre possa garantire meglio ad un figlio una crescita più equilibrata.

 

Questo per quanto riguarda la famiglia, che è solo uno dei microcosmi cui un bambino è invitato a partecipare da quando nasce;  altro discorso è invece quello della società.

Nonostante sia io la prima a sentirmi più serena a vivere in una società che, almeno apparentemente, mi lascia il libero arbitrio dal punto di vista sessuale, non posso fare a meno di constatare che negli ultimi anni, parallelamente ad una sempre più crescente accettazione da parte della società degli omosessuali, siano anche aumentati gli omosessuali stessi.

Solo che non sono proprio convinta che si tratti realmente di omosessualità; credo infatti che il condizionamento sociale, che sempre più ci invita a dichiarare al mondo cosa siamo, in nome di un liberalismo che però spesso è solo di facciata, spinga i giovani verso una realtà che non sempre è la loro.

Sono certa che capita a molti giovani di sentirsi spinti a provare tutto, per scegliere cosa essere (attenzione: scegliere); giovani che magari finiscono per perseguire la strada dell’omosessualità, anziché ascoltare le proprie pulsioni naturali, solo perché oggi la comunità dei gay sembra essere più unita, compatta ed affascinante rispetto a quella etero, meno aggregata, più “normale”,  noiosa, a volte banale.

Non so se si possa davvero scegliere se essere etero o gay, credo che sia una verità che viene da dentro, etero o gay lo SEI, non lo scegli.

Forse lunica strada che uno può davvero scegliere è quella della bisessualità, ma in questo caso si tratta del bagaglio di diverse esperienze sessuali che ognuno di noi fa, non certamente di orientamento naturale (puoi scegliere se fare il panettiere o lavvocato, e allo stesso modo scegli se portarti a letto uomini o donne).

Se penso agli eterosessuali “di ritorno”, ovvero a quelle persone che dopo un periodo di omosessualità si sentono spinte verso l’eterosessualità, non posso non pensare che abbiano subito un condizionamento sociale, almeno in uno dei due momenti!


Tornando invece alla Spagna e alla notizia di oggi, si può ragionevolmente ritenere che le figlie in questione avranno già dovuto affrontare l’argomento omosessualità nel momento in cui hanno visto la madre lasciare il padre per una donna, quindi, che dire…mi sembra che forse le motivazioni della sentenza avrebbero dovuto vertere su altri aspetti (cosa sappiamo di questo padre?è un buon padre, oltre ad essere etero? e la madre? magari è una bravissima mamma, anche se gay!)

Forse la notizia è stata strumentalizzata, come spesso accade, per farne un manifesto contro il conservatorismo, evidentemente ancora presente in Spagna, nonostante tutto.

Trovo molto singolare, e sicuramente incoerente, che questa sentenza arrivi proprio da uno dei paesi in pole-position nella salvaguardia dei diritti gay.

Se riconosci alle coppie gay gli stessi diritti che riconosci alle coppie etero (lotta che, figli a parte, trovo assolutamente giusta) come questo si può conciliare con la decisione di togliere i figli ad una madre, solo perché gay?


C’è da rifletterci sopra; forse chi ha fatto di questa lotta sociale il proprio baluardo ha tralasciato alcuni aspetti importanti della questione, senza valutare fin dove questo percorso avrebbe portato il proprio popolo, che molto probabilmente non è ancora pronto ad accettarne tutte le sfaccettature.

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Categorie: attualità, cotte e mangiate, diario, domande utili, politica, riflessioni, vita da single | 4 commenti

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4 pensieri su “E ora…come la mettiamo?

  1. arpia

    eppure la spagna di zapatero non era l’olimpo terrestre?

  2. crimson74

    Tanti interessanti spunti di riflessione. Il primo è che anche in Spagna esistono meccanismi, derivanti da lacune legislative che finiscono per mettere la magistratura in condizioni di ‘decidere’ . Qui da noi ad esempio spesso sentenze di magistrati danno a coppie omosessuali diritti non previsti dalla legge.
    Sull’educazione dei figli, ci andrei anch’io con i piedi di piombo. E’ giusto dare diritti a persone che si vogliono bene, ma sui figli ho qualche dubbio… se vuoi, è come con gli ogm, o con l’uso prolungato del cellulare: non si può provare che siano, o non siano dannosi a priori, perché prima ‘bisogna vedere
    i risultati’. Potrebbe non succedere nulla o, come nel caso dell’amianto, potrebbero venire alla luce danni ‘non preventivabili’. Per conto mio, non sono del tutto sicuro che un bambino cresciuto da persone dello stesso sesso, per quanto amorevolmente, possa venire su del
    tutto ‘equilibrato’.
    Quello che dici sulla società secondo me si inserisce in un problema più generale sulla sessualità dei nostri tempi: il problema è chetutti i media ormai sono infarciti di messaggi sessuali,
    e i bambini vi sono sempre più esposti… il rischio è che in generale stia venendo su una generazione di persone non dico sessualmente disturbate, ma che comunque siano venute a contatto troppo presto contatto coi concetti relativi al ‘sesso’, e trasmessi peraltro in maniera sbagliata, con tutti i potenziali problemi che possono derivarne…

  3. PF1

    scusate, ma se in una famiglia uno dei genitori muore i figli vengono omosessuali perchè non hanno le diverse figure (materna e paterna)? Mi sembra una cavolata….
    I bimbi si fanno meno seghe mentali di noi adulti e l’unico problema che poi troveranno davanti sarà qualche ragazzino coi genitori omofobi che lo offenderà perchè “diverso”.
    Suvvia…mi spaventa più che Corona sia padre.
    Mi spaventa più che la Ripa di Meana sia madre.
    E’ peggio mille volte che gente del cazzo abbia figli e magari le tiri su a cinghiate e cazzotti che una coppia omosessuale.
    Alle teste di cazzo spesso non vengono levati i figli, anche se non sanno educare…io non guardo all’orientamento sessuale delle persone, ma a come sono dentro: ci sono deficienti etero e deficienti omosessuali. Leviamo la patria podestà ai deficienti.

    Quanto al fatto che sono aumentati gli omosessuali la trovo un’affermazione a dir poco divertente. Non è una malattia che si passa col contagio o con un’educazione “diversa” in famiglia…
    E’ una cosa naturale! E se ti sembra che ci siano più gay in giro è solo perchè finalmente stanno smettendo di nascondersi perchè piano piano sono meno ghettizzati e non si vergognano (giustamente) più!

  4. Lenotedipoldina

    Caro PF1, non posso non condividere quello che hai scritto riguardo ai genitori deficienti, infatti è secondo questo principio che ho commentato la notizia che arriva dalla Spagna.
    Rimane però il fatto che l’ideale di nucleo famigliare resta, secondo me, quello costituito da madre, padre e figli. Non a caso la procreazione è naturalmente possibile solo così (fino a prova contraria, la procreazione è il frutto dell’amore tra due individui, e la natura l’ha reso possibile solo tra uomo e donna).
    Si tratta di ideale, di generalizzazioni, è ovvio che esistono al mondo le coppie etero che coi figli si comportano da schifo e magari ci sarebbero tante coppie omosessuali che invece sarebbero splendide.
    Ma, sarò retrogada non lo metto in dubbio, penso che un bambino possa crescere meglio con una mamma e con un papà, invece che con due papà o due mamme.
    E’ una questione di punti di vista.
    Ha ragione Crimson74, non possiamo sapere se un bambino cresciuto con una coppia gay sarà meno sereno di uno cresciuto con una coppia etero, ma nel dubbio…meglio andarci coi piedi di piombo!
    Dici poi che l’educazione ed il contesto sociale non contribuiscono all’orientamento sessuale di un individuo?
    Mi dispiace, ma non sono d’accordo.
    Conosco almeno due casi a me vicini in cui è stato proprio il contesto famigliare a determinare questa scelta e la letteratura è piena di casi che lo dimostrano (e non sto parlando di quelle stupidate che si dicevano una volta tipo bambini costretti a giocare con le bambole o bambine spinte a frequentare il militare, che non sono altro che stupidi stereotipi).
    So bene che di malattia non si tratta, sono felice che chi si sente omosessuale possa vivere sereno e dichiararlo liberamente (anche se, francamente, io non mi sento obbligata a gridare al mondo se sono etero o omo, son fatti miei e punto!) ma so altrettanto bene che non sempre è un fatto naturale.
    E quando non è un fatto naturale, ma una scelta condizionata dall’esterno, purtroppo finisce col causare confusione prima e dolore poi, dolore dal quale noi, in quanto società, siamo chiamati a proteggere tutti i bambini, che saranno gli adulti di domani.

    Mi permetto un’ultima postilla, riguardo al ghettizzarsi, che è un aspetto della cosa che da qualche tempo mi sta facendo un po’ inquietare.
    Guardati in giro, perchè spesso sono gli stessi omosessuali a ghettizzarsi da soli, creando cinema, locali, discoteche, crociere, viaggi esclusivamente destinati a loro; dimmi tu quando mai accade che ci siano le stesse strutture esclusivamente destinate agli etero!
    Forse una volta, quando gli omosessuali erano mal visti e si sentivano in pericolo, erano giustificabili cose del genere, ma non oggi.
    Tempo fa sono andata con un gruppo di amici a Parigi e abbiamo affittato un appartamento di un circuito gay.
    Sapevo che eravamo un gruppo di etero, ma non pensavo potesse essere un problema. Quando il tipo dell’agenzia ci ha visti ha commentato un po’ infastidito che sì, non importava, anche se non eravamo gay potevamo alloggiare lì lo stesso. Ti sembra normale dover dichiarare il proprio orientamento sessuale per affittare una casa?????

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