Ritorno al futuro

Esce il 10 ottobre il nuovo album dei Radiohead.

Ascoltando i  due album colossi della storia della musica moderna ("Kid A" e "Amnesiac") di questi artisti, mi ero già accorta di quanto guardassero avanti.

Ora, una volta di più, posso confermarlo, ancora prima di aver ascoltato una sola nota del nuovo album.

Perchè esce, sì, l’album, ma non nei negozi, non nei supermercati, non nelle edicole, nè su Itunes.

L’unico modo per aggiudicarsi l’ultimo lavoro dei Radiohead, "In rainbows", sarà esclusivamente comprarlo sul sito dedicato (www.inrainbows.com) e avrà un prezzo/non-prezzo, ovvero sarà disponibile a offerta libera.

Se si vorrà sostenere il gruppo si potranno spendere le canoniche 10 sterline previste nel mercato inglese, ma anche aggiudicarsi l’intera track list per pochi centesimi.

Per i collezionisti, gli appassionati, i "feticisti" che devono e vogliono avere un disco in mano per ascoltare musica, sarà a disposizione, sempre attraverso il sito, uno speciale "discbox", una confezione di lusso con cd e vinile, un altro cd con canzoni nuove e un booklet completissimo con foto e testi, in vendita a 40 sterline.

Questa operazione è all’avanguardia perchè credo sia il preludio dell’inevitabile successivo passo: la completa gratuità della fruizione musicale.

Ormai le case discografiche sono al collasso (si comprano a vicenda per mantenere vivi i moribondi bilanci, ma durerà poco) e non producono più nulla di veramente nuovo (perchè non possono permettersi il rischio).

Per contro, è sempre più facile crearsi un proprio sito (vedi il fenomeno Myspace) attraverso cui promuoversi artisticamente, in tutto il mondo e a costo zero, facendo arrivare la propria musica ovunque e decidendo se renderla disponibile gratuitamente (come nella maggior parte dei casi accade).

Laddove gli artisti non fossero d’accordo nel regalare i pezzi, questi ultimi sono comunque disponibili su siti come EMule e il fenomeno della pirateria musicale su Internet è tanto diffuso quanto inarrestabile.

In linea di principio non sono d’accordo che la musica sia gratis.

Se è giusto, come avevo detto in passato, lottare perchè le attività connesse alla musica vengano considerate vere e proprie professioni, questo "cozza" pesantemente col concetto di musica gratis per tutti (se voglio una macchina, che è costata ore di lavoro di qualcuno, la pago, così come se dal fruttivendolo voglio una mela devo sganciare gli euri!)

Ma lo strapotere dei passati decenni delle case discografiche, ree di aver lucrato oltre misura sui prezzi di vinili e cassette prima, cd e dvd poi, non poteva che portare a questo.

L’ascolto della musica, anche se c’è chi pensa il contrario, è un bene artistico primario, a cui tutti gli uomini prima o poi tendono. E visto che la "fame" aguzza l’ingegno, l’impossibilità di comprare dischi per la maggior parte delle tasche ha spinto ad uno sviluppo tecnologico alternativo.

Per rimanere in tema di proverbi "Chi è causa del suo mal pianga se stesso", e questo è il caso.

Tuttavia penso che dovrebbe esserci una linea etica dei fruitori.

Quando mi capita di sentire un album attraverso vie non proprio lecite, ma l’album mi piace, io vado in negozio e compro il disco. Lo faccio sempre e sempre continuerò a farlo (finchè troverò negozi aperti e dischi disponibili), ma sempre e solo per gli album per cui ne varrà la pena.

Senso critico, pretesa di qualità (sia in chi produce che in chi ascolta) onestà di principi ed etica credo possano sanare questo mercato ormai allo sbando, senza privare la gente comune del grande dono della musica.

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6 pensieri su “Ritorno al futuro

  1. PF1

    bell’idea quella dei Radiohead…spero funzioni.

    Sono inoltre d’accordo con te sull’acquisto dei cd. Se scopro che un prodotto è bello me lo vado a comprare…perchè quella cosa ha un valore.
    Molte delle persone che scaricano perchè “non è giusto che l’arte sia venduta” e bla bla simili non si fanno scrupoli di andare a comprarsi magliette firmate da 150 euro o altri “beni” certamente con minori valenze artistiche. Poi che le case discografiche se ne approfittino è risaputo.

  2. henryz

    i Radiohead li stimo molto. Anche se il loro miglior album resta “Ok Computer” a mio parere dove hanno saputo dosare rock ed elettronica in modo intelligente e musicale, non troppo ellittico come in Kid A, Amnesiac o Hail to the thief.
    E, se “Pablo Honey” non è un capolavoro, “The bends” resta un grande album.

  3. keleukulele

    geniali come sempre

  4. crimson74

    L’idea è geniale… anche se loro se lo possono permettere perché già vivono di rendita… io però vedo che la situazione è già migliore rispetto a qualche anno fa, nei negozi crescono esponenzialmente le offerte, etc… Io poi farei delle operazioni di marketing legando dischi e concerti, es: presenti il biglietto del concerto, e ti danno uno dei cd dell’artista a metà prezzo…

  5. Patrick76

    In linea di principio sono d’accordo su quasi tutto quello che hai detto. I Radiohead sono ormai da tempo il mio gruppo preferito. Non concordo però su Amnesiac come colosso/capolavoro; su Kid-A invece sì. Non trascurerei Ok Computer. Per niente.

  6. Lenotedipoldina

    Avete ragione, Patrik, sia tu che Henryz!
    Sono andata a riascoltarmi OK Computer…decisamente da mettere al top.
    Eeeehhhhh…mea culpa!

    🙂

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