Voci nuove cercasi

Non me ne voglia la diretta interessata, solo causa scatenante di questo mio post, ma oggi voto "NO" all’indigesta onnipresenza di alcuni doppiatori sulla scena televisiva, cinematografica e pubblicitaria.

E’ ben vero che il doppiaggio in Italia è diventato una vera e propria arte (dopo di noi solo in Francia, e nel resto del mondo si beccano i film in lingua originale coi sottotitoli), ma non posso sopportare di sentire sempre e solo le stesse voci su tutti gli attori protagonisti.

Come in un attore si cercano caratteristiche somatiche differenti, sguardi, espressioni, movenze diverse tra loro per differenziare i personaggi…così dovrebbe essere per la voce.

Quando è morto Ferruccio Amendola, un vero artista del doppiaggio e grande attore, abbiamo perso in un sol colpo la voce di Stallone, De Niro, Hoffman, Pacino e altri mille attori. Sebbene la bravura di Amendola contribuisse in larga parte al successo dei nostri beniamini, non nascondo di non trovarmi male nemmeno adesso, che distinguo gli attori non solo per la faccia, ma anche per la voce!

Giuppy Izzo è Meredith Grey di Grey’s Anatomy, ma anche Bridget Jones e un milione di altre protagoniste di film importanti, ma è anche la voce di almeno 4 spot attualmente in onda.

Evidentemente ai vari creativi tutte le restanti voci femminili non vanno a genio, ma personalmente credo che questa omologazione alla lunga danneggi parecchio i prodotti.

Nel caso specifico, poi, la Izzo possiede una bella voce dolce e mielosa, che sentita in ogni dove diventa facilmente melense e nauseante.

Come dicevano i nonni? "Il troppo stroppia"!! A buon intenditore…

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Categorie: attualità, cinema, cotte e mangiate, curiosità, film, guida all'ascolto, petizioni, poldina sconsiglia, riflessioni, teatro, televisione | 6 commenti

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6 pensieri su “Voci nuove cercasi

  1. CeAng

    Nonostante il fatto che come hai ricordato tu da noi il doppiaggio è arte, rimango un convinto fautore della lingua originale e dei sottotitoli.

    A volte se guardi un film in lingua che avevi già visto doppiato, ti accorgi anche di lievi variazioni nel significato delle frasi e delle impostazioni vocali…inevitabile conseguenza del dopiiaggio..

    Luca

  2. anonimo

    concordo

  3. crimson74

    La cosa che mi perplime è che i pubblicitari hanno cominciato a giocarci su questa identificazione tra doppiatore telefilm e doppiatore spot: non so se hai notato, sia in
    Grey’s, che in Dottor House, all’inizio e alla fine della puntata, e all’interno di ogni blocco, vengono inseriti degli spot costruiti come se a interpretarli fossero gli stessi protagonisti della serie, solo che hanno fatto in modo di far sentire solo la voce del personaggio, affidandosi quindi alla sola ‘identificazione vocale’, senza bisogno di pagare gli attori originali…
    A me comunque il doppiaggio piace
    (sempre che a curarlo siano professionisti, e non gente che non
    c’entra nulla, tipo Ilaria D’Amico, Veltroni, ecc.., come avviene spesso ultimamente per certi film animati), e ti confesso che vedere i film con i sottotitoli mi ha sempre impedito di goderne…
    Chiudo con una curiosità, che forse conoscevi: a doppiare Stallone nel
    primissimo Rocky era… Gigi Proietti!!!!

  4. anonimo

    Il doppiaggio è un lavoro molto difficile e che richiede moltissime capacità, dall’uso appropriato della voce, ad una perfetta conoscenza della dizione fino ad una forte abilità interpretativa (infatti i doppiatori sono, prima di tutto, degli attori).
    Arrivare ai livelli di persone che hai citato (ma anche di altri bravissimi professionisti che non appaiono in questo post) richiede molto lavoro e tantissimi sacrificio.
    E’, pertanto, perfettamente normale che coloro che esercitano questa professione (nel vero senso della parola) siano selezionati e, di consenguenza, un numero “ristretto” di persone.
    Tra l’altro c’è anche un altro aspetto importante da valutare, quello economico. Infatti una persona, per dedicarsi totalmente a questa professione, ha ovviamente bisogno di ricavarne una giusta quantità di soldi (e con questo non parlo di cifre fuori dal normale) altrimenti nessuno ci si dedicherebbe a tempo pieno. Ovviamente per avere un sufficiente tornaconto economico c’è bisogno di lavorare, e lavorare tanto, perciò non è pensabile che un bravo doppiatore possa prestare la voce ad un solo attore o limitarsi ad un solo compito in quanto non ne ricaverebbe il sufficiente per spingerlo a continuare questa professione…

  5. anonimo

    Sono passato per un puro caso in cerca di un file e mi sono trovato nel tuo blog, e sembra che la malattia dell’imaginazione e della curiosità non sia nacora tramontata e che sia tipicamente italiana, complimenti ,e mi piacerebbe invitarti a curiosare nei mie spazi al sito sopra riportato , una abbraccio.

    Gi’

  6. dubbing

    Mi è stato segnalato questo post e devo dire che non ho molto da aggiungere a quanto detto da quell’utente anonimo.

    Ne aggiungerò solo un paio.

    Prima di tutto non è che le altre voci femminili non vadano a genio ai pubblicitari, nè è tanto strano che grandi nomi di questo mestiere come Giuppy Izzo, Roberto Pedicini o, ancora, Sergio Di Stefano, ormai conosciuto anche da chi non segue il doppiaggio come Dr.House, non solo perchè anche i grandi maestri di questo mestiere facevano i Caroselli un tempo e le pubblicità dagli anni ’80 in poi (vedasi Pino Locchi, il mitico doppiatore di Sean Connery e tanti altri attori, voce di tante pubblicità di quel periodo) ma anche perchè i pubblicitari fanno doppiare questi spot a questi grandi nomi perchè le loro voci sono familiari al pubblico e quindi favoriscono l’acquisto del prodotto o l’arrivo di un messaggio importante nel caso delle campagne sociali.

    Non dimentichiamoci poi che il doppiaggio pubblicitario, come il doppiaggio di serie tv e cartoni, è diviso tra Roma e Milano. A Roma ci sono nomi come quelli che ho citato, a Milano ci sono Marco Balzarotti, Patrizio Prata, Riccardo Peroni, Marco Clini, Cinzia Massironi o, ancora, tre voci per eccellenza della pubblicità come Natale Ciravolo, Daniele Milani e Guido Ruberto (da anni voce dell’Amaro Montenegro e di tante altre pubblicità, oltre che della trasmissione “Real CSI”).

    Non credo di dover aggiungere altro. 🙂

    Saluti,

    Marco Bonardelli

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